
1° Ottobre 2003 – Edizione di Messina
Sezione "Primo Piano" – Pagina 27
DI MAGGIO DENUNCIA UN ISOLAMENTO NON PIÙ SOPPORTABILE / PRONTI AD AGGANCIARCI AD ENNA
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Tusa. «Il nostro comune vive da decenni un isolamento politico e geografico non più sopportabile, lontano com'è dal capoluogo». Questo l’amaro sfogo di Domenico Di Maggio, sindaco di Tusa, cittadina ubicata a 160 km da Messina, alle porte delle province di Palermo ed Enna. Quest’ultima città dista non più di 60 km, per cui Di Maggio caldeggia l’ingresso del suo comune in questa provincia nel caso dovesse fallire il progetto “provincia dei Nebrodi”, tanto più che c’è già un accordo di programma con la Provincia di Enna, di cui fanno parte anche gli altri tre comuni della valle d’Halaesa (Motta d’Affermo, Pettineo e Castel di Lucio). In tal modo si garantirebbe alla provincia di Enna l’accesso al mare, altrimenti impossibile. Con lui anche i Socialisti Riformisti che in un comunicato stampa, a firma del coordinatore Antonio Matasso, hanno dichiarato che «sosterranno attivamente l’adesione alla provincia di Enna del comune di Tusa e di quelli limitrofi». Matasso, senza mezzi termini parla di «condizioni di abbandono economico e culturale in cui si trovano, in particolare, i centri di Tusa, Motta d’Affermo, Pettineo, Castel di Lucio e Capizzi, determinate dalla negligenza degli amministratori di Messina, incapaci finanche di intervenire tempestivamente sui collegamenti viari di loro competenza». Matasso annuncia la creazione di un vasto movimento a favore del passaggio alla provincia di Enna di una zona che diventerebbe strategica per l’Ente, vista anche la difficoltà di dare corpo, per il momento, alla pur sempre valida ipotesi della provincia dei Nebrodi. La voglia di secessione da Palazzo dei Leoni prende corpo proprio in questa valle, dove Messina è vista come una meta irraggiungibile: e non solo geograficamente. |